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A Camogli con l'artista Alice Banfi

Pagina creata da Erika Mariniello in Blog

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Case colorate disposte una accanto all'altra, profumo di mare, sensazione di tranquillità e pace, tutto in una parola: Camogli. Un piccolo paese ligure in provincia di Genova che per qualcuno può essere davvero grande. Può rappresentare un cambiamento, un modo nuovo di condurre la vita. La prima volta che ho visitato questo piccolo borgo sono rimasta incantata dalla serenità che emana, dal calore del sole che molto spesso illumina il paese anche d'inverno e dalla gente che si incontra. Dopo averlo visitato per un week end di vacanza ho avuto la fortuna di tornarci quasi una volta al mese per lavoro, di dormire in una locanda sul porticciolo, di addormentarmi a Camogli e di risvegliarmi accanto al mare. Nel tempo ho avuto modo di passeggiare per i vicoli del centro di scoprire che cosa c'è da non perdere durante l'anno (per esempio la sagra del pesce che si svolge ogni seconda domenica di maggio), dove si può mangiare un buon piatto e dove si può andare per vedere qualche scorcio spettacolare. Aspetto da non sottovalutare, ho incontrato e conosciuto diverse persone, alcune con storie davvero particolari. Alice Banfi, per esempio, l'ho conosciuta per caso. Ero a Camogli per lavoro, dovevo girare alcune interviste video ed ero alla ricerca di una bottega tipica. Artemisia mi ha colpito subito. Il nome di un negozio davanti al mare, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Assunta. In punta di piedi sono entrata. Ricordo che Alice era intenta a cucire un abito di carnevale per la sua bambina. Era così indaffarata da accorgersi dopo qualche minuto della mia presenza. Alice è stata davvero disponibile e mi ha raccontato subito di che cosa si occupa. Dipinge, crea gioielli, ma soprattutto scrive preziose testimonianze. Capelli ricci, corporatura minuta, numerosi tatuaggi e mani variopinte, sporche di colori con cui ogni giorno disegna i suoi quadri. Appare così Alice. Sorridente, contenta e soprattutto serena. Certo vivere a Camogli è una bella scelta e per lei, mi ha raccontato, è stata una davvero svolta. Ho capito dopo il perché. Tornando a casa ho scoperto che non è una persona qualunque, ho scoperto che nel suo primo libro "Tanto scappo lo stesso, romanzo di una matta" racconta le sue debolezze, le sue profonde paure, la sua grande rabbia che l'hanno portata, nella sua vita a dover superare numerosi ricoveri in reparti psichiatrici, difficoltà, periodi duri che le hanno modificato più volte la vita, nel bene e nel male. Dopo qualche mese sono tornata a Camogli e incontrandola nuovamente ho saputo che era in uscita un altro suo romanzo che ho finito di leggere qualche giorno fa. "Sottovuoto" dove ritorna a parlare dei luoghi della follia o della follia dei luoghi che ha visitato, cliniche, comunità, reparti di psichiatria. Una storia per molti versi dura da sentirsi raccontare ma utile per chi l'ha vissuta e la può comprendere molto bene. Pensandoci ora capisco il perché Camogli per Alice è così importante. Dipingere, creare oggetti artigianali, scrivere a Camogli, davanti al mare è un'altra cosa. Un paese così, raccolto, intimo, colorato, può essere una bella alternativa ad una grande città, come Milano dove Alice è nata e dove la frenesia può distogliere lo sguardo dalle cose davvero importanti. Se a Camogli non ci siete ancora stati passateci, almeno una volta, non importa se potete farlo in estate quando di certo farete un po' di coda per arrivarci e quasi sicuramente non troverete parcheggio ;) ma potrete godere di un meraviglioso sole e di un altrettanto unico mare, o in inverno quando i colori del paese sono più tenui e magari qualche goccia di pioggia rende la giornata uggiosa. Passateci comunque, salutate Alice, assaggiate gli originali camogliesi, dolci tipici e conosciuti in tutto il mondo preparati dal 1970 dalla pasticceria Revello, per cena sedetevi davanti al porticciolo, al Vento Ariel e chiedete il patè di seppie per chiudere bene la giornata. Erika Mariniello

 

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